Ethereum e Ethereum Classic hanno alle loro spalle un evento tanto drammatico quanto significativo per la storia e l’evoluzione della Ethereum Foundation e della blockchain 2.0 così come la conosciamo oggi.

Per capire nel dettaglio cos’è Ethereum Classic e quali sono le differenze tra queste due criptovalute è necessario fare un salto indietro di qualche anno, fino al 2016.

Ethereum era andato live nel 2015 e la Ethereum Foundation aveva appena sistemato tutti i bugs della piattaforma grazie a un sistema di rewards per gli utenti.

Chiunque avesse trovato dei bug e li avesse comunicati alla Foundation, infatti, sarebbe stato ricompensato con degli ETH. Questa iniziativa si era rivelata un successo e nel Marzo 2016 Ethereum era completamente funzionante e pronto ad ospitare nuove start-up.

Nell’Aprile 2016, in particolar modo, fece il proprio debutto sulla blockchain di Ethereum un kickstarter decentralizzato (volendo semplificare, una piattaforma per raccolta fondi che si basava sulla blockchain di Ethereum).

Questa start-up prendeva il nome di DAO (Decentralized Autonomous Organization).

Il funzionamento di DAO era semplice: si compravano token DAO con Ether e questi venivano utilizzati per supportare le Dapps (decentralized applications) presenti sulla piattaforma.

Se una Dapps otteneva più del 20% di supporto da parte della community allora questa veniva finanziata con una percentuale degli investimenti in DAO.

Un’idea particolarmente brillante che puntava a promuovere la nascita di applicazioni della blockchain e la diffusione di progetti decentralizzati. Tuttavia vi erano non poche falle nel sistema e queste avrebbero portato, qualche mese dopo, alla separazione tra ETH e ETC.

Le falle di DAO e la scissione di Ethereum & Ethereum Classic

Il problema di DAO risiedeva in una sua particolare funzione, la Split Function, che permetteva agli investitori di ritirare il proprio supporto da un progetto e rivedersi restituire il proprio investimento in ETH a patto che questo fosse reso accessibile solo 28 giorni dopo.

Il problema stava nel fatto che il protocollo di DAO presentava un errore significativo che permetteva il ritiro, eseguito più volte, dello stesso investimento.

Dato che gli ETH venivano accreditati a distanza di 28 giorni, questo permetteva una fuga di fondi che non sarebbe stata palesata immediatamente.

Bisogna ribadire che il problema non era tanto nella blockchain di Ethereum quanto piuttosto nel protocollo e nella scrittura del DAO.

Quindi, il 17 Giugno 2017 questo exploit venne ampiamente sfruttato e si venne a creare una falla del sistema di proporzioni enormi: 11.5 milioni di ETH, per un totale complessivo di oltre 50 milioni di dollari di allora.

Ad aggravare questa falla vi fu il fatto che, stando alla scrittura del DAO, il rimborso di ETH veniva realizzato prima dell’aggiornamento dei bilanci del DAO stesso, rendendo di fatto impossibile evitare questa fuga.

Dopo MtGox si trattò della più grande fuga di criptovalute avutasi fino ad allora e Ethereum ne fu gravemente danneggiata. A quel punto la Ethereum Foundation mise ai voti un hard fork particolarmente invasivo per correggere la blockchain, rimborsare gli investitori e impedire che un evento simile si possa ripetere in futuro.

Da questa votazione ne derivò la scissione tra Ethereum (con l’appoggio di Vitalik Buterin) e Ethereum Classic, ai quali aderirono i “puristi”, che sostenevano a gran voce che la blockchain aveva senso solo nella misura in cui non venisse modificata artificialmente.

Si trattò di un hardfork o di una softfork?

Indubbiamente di una hardfork, sebbene probabilmente quella più invasiva mai avutasi sulla rete Ethereum.

La manipolazione della blockchain permise il rimborso degli ETH agli investitori e la correzione degli errori che avevano permesso la falla nel DAO.

Differenze tra ETH e ETC: il futuro & il nostalgico

Le differenze iniziali tra Ethereum e Ethereum Classic si sono fatte via via più marcate nel corso degli anni, anche grazie e soprattutto al costante apporto di Vitalik Buterin e alla sua instancabile guida della Ethereum Foundation.

Partendo dalla più palese, nella tabella sottostante puoi vedere le principali:

Principali differenze tra Ethereum e Ethereum Classic

I dati parlano chiaro:

  • Ethereum, nonostante le critiche raccolte per la manomissione della blockchain al fine di restituire gli ETH agli investitori, è riuscita a recuperare la propria reputazione e al momento conta partecipazioni anche molto consistenti (si parla di player del calibro di JP Morgan e Citigroup);
  • Ethereum Classic, al contrario, non è riuscita a sviluppare a pieno le potenzialità della blockchain 2.0, compiendo alcuni significativi passi indietro (esempio, l’introduzione di una scarcity) e evitando innovazioni particolarmente avvertite dal pubblico (esempio, la transazione dal PoW al PoS, meno dispendioso a livello energetico);

Queste differenze significative hanno fatto sì che ETC, nel 2021, non riesca a stare a pieno passo con i tempi.

I livelli di sicurezza tentennanti e l’elevata competizione settoriale rendono il futuro di ETC molto incerto. Un asset speculativo, al massimo, capace di risultare interessante in determinati periodi, ma sul quale si sconsiglia in generale di operare con una strategia di medio/lungo periodo.

Questo, soprattutto per una piattaforma che comunque mantiene l’impostazione originaria data da Buterin al progetto, semplicemente non convince.

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