CeFi e DeFi, due facce della stessa medaglia, qui scopri cosa sono e alcuni consigli per fare le tue operazioni esclusivamente all’interno della finanza decentralizzata

Con l’espandersi del mercato cripto aumentano anche le opzioni d’investimento. Ma il mercato attuale rispetta davvero gli ideali  ipotizzati in origine per le criptovalute?

Per avere una risposta è importante comprendere la differenza tra DeFi e CeFi: i due sistemi protagonisti del dibattito che accompagna le criptovalute sin dalla loro nascita.

La finanza centralizzata (centralized finance, CeFi) e la finanza decentralizzata (decentralized finance, DeFi) rappresentano due mondi, due modi di trattare la finanza, due sistemi completamente diversi: il primo è senza dubbio più simile alla finanza come l’abbiamo sempre conosciuta, il secondo è invece rivoluzionario e ha portato alla nascita delle criptovalute.

Conoscere la differenza tra DeFi e CeFi ti permetterà di avere una conoscenza più profonda del mercato delle criptovalute, dunque un maggiore controllo sulle tue operazioni.

Il mercato delle cripto è davvero decentralizzato? Come comprendere DeFi e CeFi

La risposta è no. Ma spieghiamoci meglio.

Se ti è già capitato d’investire in criptovalute, sai bene che per comprare bisogna registrarsi presso un exchange, superare le verifiche e poi acquistare con carta o tramite bonifico dal tuo conto bancario.

Dunque, la prima volta che compri non puoi evitare di:

  • Fornire i tuoi dati personali per la verifica dell’identità;
  • Avere un qualche tipo di conto bancario o una carta, avendo a che fare con un intermediario finanziario.

Curiosamente, le criptovalute sono nate proprio per evitare tutto questo. È dunque paradossale che per investire in cripto si debba seguire la stessa trafila che si segue per aprire un conto o per investire nei mercati più tradizionali.

È proprio per questo che il mercato delle criptovalute è costantemente accompagnato da un dibattito profondo, e cioè quello su decentralized finance – DeFi – e centralized finance – CeFi.

Differenza tra DeFi e CeFi

Nella centralized finance dovrai avere a che fare con un exchange, nella decentralized finance no. Ecco tutto.

Ogni volta che operi su un exchange come Binance o Kraken stai facendo uso della parte CeFi del mercato cripto.

Questo accade perché, come dicevo prima, questi exchange hanno bisogno che l’utente gli fornisca i propri dati personali e che faccia uso di un qualche tipo di conto per acquistare criptovalute usando fiat (le valute convenzionali)

E anche qualora l’utente possedesse già delle criptovalute -potendo dunque trasferirle sull’exchange ed eliminando la necessità di una carta o di un conto per fare trading – dovrebbe comunque superare un livello minimo di verifica, fornendo così parte dei propri dati personali.

Facciamo un esempio pratico su come comprare Ethereum

Per farlo dovresti innanzitutto scegliere un exchange analizzando le sue condizioni: supporta il trading per il paese dal quale provieni? Quali sono le fees per comprare, vendere e trasferire le criptovalute? Quali le soglie minime di acquisto e di versamento?

Una volta scelto l’exchange dovrai:

  • Registrarti tramite email o account social e confermare di essere in possesso di quell’account;
  • Superare i livelli di verifica: questo comporta l’inserimento dei dati anagrafici e dei documenti identificativi. I livelli di sicurezza maggiori spesso richiedono anche il riconoscimento facciale. Più alto è il livello di verifica superato, più alte saranno le soglie d’investimento, e di conseguenza potrai anche usufruire di fee più vantaggiose con il tempo, a seconda del volume di trading;
  • Dovrai aggiungere fondi sul tuo conto o comprare direttamente Ethereum con una carta.

Non ci sarebbe dunque niente di diverso rispetto all’apertura, o al mantenimento di un conto in banca online.

Questo tipo di exchange rientra nella finanza centralizzata perché esiste sempre una sorta di autorità centrale dalla quale gli utenti devono dipendere per effettuare le proprie operazioni e che impone regole da rispettare.

Con la DeFi, invece, tutto questo non è necessario. Spesso le piattaforme DeFi richiedono esclusivamente di associare un wallet – nessuna registrazione, niente dati.

Per ricaricare un wallet di solito si hanno due opzioni:

  1. Trasferire le criptovalute da un altro wallet;
  2. Acquistare direttamente attraverso l’app associata al wallet con una carta di credito o debito.

A questo punto sembra che si pongano sempre gli stessi problemi: se un utente volesse trasferire le proprie criptovalute da un altro wallet avrebbe comunque bisogno di comprarle da un exchange, oppure sarebbe necessario avere una carta o un conto bancario.

Ma la finanza decentralizzata offre più opportunità di quante se ne possano immaginare.

Modi alternativi per fare compravendita cripto nella DeFi

Tanto per cominciare, non sono rari i siti che premiano gli utenti in cripto per il completamento di compiti semplici – come guardare delle pubblicità. Inoltre, molti sono i lavori offerti su veri e propri marketplace lavorativi che pagano in criptovalute.

Esistono poi opzioni come i flash loan, prestiti in criptovalute che non necessitano di garanzie – e dunque neanche di capitale in cripto.

Un utente potrebbe quindi semplicemente scegliere uno di questi metodi senza spendere moneta fiduciaria, senza avere alcun conto e senza fornire i propri dati personali.

Potrebbe poi usare l’indirizzo pubblico del proprio wallet – anche questo ottenuto senza alcuna registrazione o verifica – per farsi versare le cripto, e poi versare queste sulla piattaforma DeFi preferita e avere accesso a servizi di trading, linee di credito o risparmio, staking, pooling, e un’infinità di altri servizi sviluppati intorno al mercato delle criptovalute.

Ovviamente, l’intento di definire le differenze tra DeFi e CeFi non è quello di sminuire la finanza centralizzata: comprare criptovalute è certamente più semplice attraverso le piattaforme CeFi, e per coloro che si avvicinano al mondo delle criptovalute è certamente più conveniente iniziare con piattaforme intuitive.

La soluzione ideale per gli investitori: i CFD

Le piattaforme CeFi hanno reso disponibili prodotti finanziari che permettono di avvicinarsi al mercato cripto in modo ancora più graduale.

I CFD sono tra questi. I “contratti per differenza” sono dei prodotti finanziari il cui valore dipende dall’asset sottostante. Questi mercati sono molto convenienti per i trader perché si possono usare leve di gran lunga superiori rispetto a quelle dei tradizionali exchange di criptovalute.

Su LiquidityX è possibile fare profitti facendo un investimento minimo su contratti che si basano sul valore delle criptovalute, anche ETH. Questa piattaforma è particolarmente adatta per gli investitori e per coloro che vogliono conoscere meglio i mercati e l’attività di trading: LiquidityX vi fornisce infatti guide approfondite per accompagnarvi nei vostri investimenti.

È un ottimo modo di accumulare capitale che potrebbe essere poi reinvestito sulle migliori cripto e sulle piattaforme che più si adattano alle tue necessità.

Il vero intento del definire le differenze tra DeFi e CeFi è quello di dimostrare che la finanza decentralizzata dà davvero a tutti la possibilità di guadagnare senza dover per forza possedere un conto e senza dover fornire dati personali. Tutto ciò che serve con la DeFi è una connessione e – soprattutto – una profonda conoscenza del mercato.

Soglie di rischio nella CeFi e DeFi e come proteggersi

La questione della sicurezza è abbastanza spinosa, e sia DeFi che CeFi hanno dei pro e dei contro.

Le piattaforme centralizzate sono costantemente monitorate, spesso da aziende terze, per verificare che non ci siano transazioni sospette. Inoltre, hanno spesso polizze assicurative che possano coprire i danni di un hackeraggio – non è però detto che possano coprire l’intero capitale di tutti gli investitori.

Ma la storia ci insegna che i casi di hacking verso piattaforme centralizzate sono numerosi e spesso drammatici: il fatto che queste piattaforme concentrino un numero altissimo di utenti, e che cooperino con aziende terze, rende gli attacchi degli hacker più mirati e proficui.

Se non riescono ad attaccare direttamente la piattaforma possono sempre attaccare gli utenti o le aziende terze per raggiungere il proprio obiettivo.

Poiché tutti i trader e gli investitori utilizzano le piattaforme centralizzate, è bene seguire alcune regole di base per evitare di essere coinvolti in questo tipo di attacchi:

  • È bene evitare di tenere le criptovalute sugli exchange: soprattutto se si tratta di un capitale elevato, è preferibile trasferirne il più possibile su hard wallet – meglio se muniti di soluzioni che permettano d’isolarli completamente dalla rete;
  • Bisogna sempre assicurarsi che i dispositivi che utilizziamo per investire e fare trading non abbiano il controllo da remoto attivato;
  • Non bisogna mai conservare i nostri dati sensibili su dispositivi elettronici (come ad esempio le chiavi private). Nik Patel, un trader di criptovalute e scrittore, in un suo libro ha raccontato che gli hacker erano riusciti a svuotare il suo conto su una piattaforma per una sciocchezza: aveva infatti dimenticato lo screenshot del codice di recupero del 2FA dell’exchange sul computer.
  • È fondamentale usare un buon antivirus: esistono virus che permettono d’installare software che attivano il controllo da remoto, dando così il completo controllo dei nostri dispositivi elettronici ai malintenzionati.

Nel caso della DeFi si deve invece fare affidamento esclusivamente sulla tecnologia. Questo comporta la necessità di una conoscenza profonda non solo dei mercati, ma anche della tecnologia dietro ai contratti che regolano le transazioni della finanza decentralizzata.

Sebbene si stiano creando piattaforme con interfacce più semplici che possano migliorare l’esperienza degli utenti, la DeFi non è intuitiva come le piattaforme centralizzate, che addirittura accompagnano gli utenti nella loro attività di trading attraverso accademie integrate agli exchange e attraverso il supporto della piattaforma stessa.

Nonostante questo, bisogna considerare che la DeFi rispetta l’ideale delle criptovalute: con la DeFi non dovrete fornire dati, non dovrete avere un conto o una carta – quindi può davvero essere utilizzata da tutti, potrete fare affidamento su una tecnologia altamente collaudata e davvero decentralizzata – dunque più difficile da attaccare.

Non sentirete mai parlare di DeFi senza sentir parlare anche dei contratti di Ethereum – e non è un caso che le previsioni su Ethereum migliorino man mano che la DeFi si espande.

Questo accade perché Ethereum è un progetto nato proprio per mettere in pratica la DeFi.

La finanza decentralizzata non ha bisogno d’intermediari, né di autorità centrali, perché tutto si svolge tramite accordi tra privati: i “contratti intelligenti” – i contratti di Ethereum sono appunto smart contracts – si attivano automaticamente, secondo dati preimpostati. A ogni transazione corrisponde un contratto che viene registrato sulla blockchain di Ethereum, rendendolo valido e imprescindibile.

Le opinioni su Ethereum dei maggiori esperti sono positive perché il progetto ha dimostrato di fornire alla finanza decentralizzata un ambiente sicuro e in costante evoluzione, in accordo con i progressi del mercato.

La tecnologia di Ethereum e la DeFi hanno aperto il mondo della finanza a tutti: non importa da dove venite, né quale sia la vostra condizione economica pregressa, avrete comunque accesso ai servizi che una banca garantirebbe solo agli utenti con più garanzie.

Nella finanza decentralizzata vince il più bravo, non quello con più risorse.

Il mondo delle Criptovalute è molto complesso, qui su Ethereum-news.it ci impegnamo per offrirti contenuti comprensibili e aggiornati così da aiutarti a capire ciò che accade nell'ecosistema ETH in maniera semplice ed efficace.

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