Il 2020/2021 è stato un biennio di particolare attività nel settore delle criptovalute.

Sull’onda del terzo Halving del Bitcoin, infatti, l’intero settore ha visto un incredibile rialzo, tanto dei volumi quanto delle quotazioni.

Ma cosa più interessante di tutte è stata senza ombra di dubbio la sfida che Ethereum ha lanciato alla madre di tutte le criptovalute. Il Bitcoin presenta alcune limitazioni che non fanno che ingigantirsi nel corso degli anni e, sebbene resti la prima al mondo per capitalizzazione, Ethereum ha lanciato la propria sfida sui mercati.

Ma cosa ci aspettiamo che accada a Ethereum nel 2022?

Per rispondere a pieno a questa domanda andremo ad analizzare le tre direttrici di sviluppo principali della Ethereum Labs e di uno dei volti più importanti di questo ecosistema blockchain: Vitalik Buterin.

Sapere cosa accadrà a Ethereum nel 2022, infatti, significa esplorare le possibilità d’investimento sul medio/lungo periodo e la costruzione di un portafogli di criptovalute vincente.

Cosa accadrà a Ethereum nel 2022: dal PoW al PoS

Il 2022 dovrebbe essere l’anno in cui la conversione del protocollo di Ethereum da un sistema di convalida Proof of Work a uno Proof of Stake dovrebbe completarsi.

Questo almeno stando alla strutturazione del programma così come annunciata nel Dicembre 2019 con l’hardfork Serenity.

Da allora è iniziata la cosiddetta fase Metropolis, scandita da hardforks che prendono il nome di alcune delle più famose metropoli al mondo (ultimo a venire è stato il London, il 5 Agosto 2021, in corrispondenza del blocco 12.965.000).

Ognuno di questi hardfork prepara il terreno alla piena conversione del protocollo di Ethereum verso un sistema di validazione dei blocchi che non si basi più sul mining quanto sullo staking.

Il tutto viene ottenuto attraverso una progressiva complicazione dei calcoli necessari al Proof of Work e all’affermazione del nuovo sistema tramite uno step intermedio costituito dalle Staking Pools.

Queste permettono la conversione delle mining pool e, allo stesso tempo, ampliano la partecipazione alla rete anche ai piccoli investitori.

Uno step importante che potrebbe portare a un consolidamento della rete anche dal punto di vista finanziario.

Non vogliamo dare false impressioni: Ethereum continuerà a essere un asset particolarmente volatile, come tutte le criptovalute. Tuttavia con il Proof of Stake si andranno maggiormente a valorizzare le potenzialità della rete piuttosto che il mero interesse speculativo sulle sue quotazioni.

Ed ecco perché giungiamo al secondo punto, probabilmente quello più importante.

JP Morgan spiega quello che accadrà a Ethereum nel 2022

Non è un caso se i grossi enti istituzionali si sono sempre più interessati a Ethereum nel corso del 2021. Il sistema del Proof of Stake, infatti, permetterà una partecipazione diversa all’ecosistema Ethereum, molto più simile agli investimenti che alla speculazione.

Sarà possibile, stando a quanto annunciato, partecipare attivamente allo sviluppo della rete mettendo a disposizione i propri ETH come prova dell’avvenuta validazione dei nuovi blocchi e, di conseguenza, essere ricompensati con una percentuale delle commissioni di transazione di ciascun blocco.

In altre parole, un sistema che si slega dal mining e che si avvicina sempre più al funzionamento delle equity tradizionali.

Per questo motivo un team di analisti di JP Morgan ha redatto un’analisi completa sulla rete Ethereum affermando che questa evoluzione la porterebbe, nell’arco di un biennio (quindi entro il 2023), a superare il Bitcoin, tanto per quanto riguarda la mera capitalizzazione di mercato, quanto per le performance finanziarie.

Un processo che dovrebbe avviarsi già nel 2022, attraverso una serie di progressivi consolidamenti delle quotazioni e una stabilizzazione delle correzioni rispetto alle altre criptovalute.

Quindi?

Stando a queste previsioni il grafico delle quotazioni dell’ETH nel 2022 dovrebbe abbandonare la tipica forma a sismogramma e assumere, invece, quella di una spezzata con direttiva rialzista. Una evoluzione che comporterebbe necessariamente una revisione radicale di tutte le strategie d’investimento più comuni e tradizionali.

L’opinione di Buterin: cosa accadrà a Ethereum nel 2022

Ultimo fattore, ma non per questo meno importante, è dato dalle recenti dichiarazioni di Vitalik Buterin, fondatore del progetto Ethereum e tra i più importanti volti della rete.

Buterin, infatti, è stato tra i principali promotori dell’evoluzione della rete verso un protocollo di validazione Proof of Work e, sebbene continui a seguirne attivamente l’evoluzione, allo stesso tempo è impegnato nella continua esplorazione delle possibilità che gli smart contracts della blockchain Ethereum.

In particolar modo Buterin sta esplorando nuove possibilità in termini di Dapps e applicazioni pratiche delle potenzialità degli smart contracts, verso protocolli di validazione dei blocchi che evincano dalla partecipazione attiva degli utenti e che, di conseguenza, permettano una maggior flessibilità.

Un esempio pratico è dato dalla proof of humanity, un protocollo a cui ha partecipato lo stesso Buterin e che è nato in seno alla blockchain di Ethereum. Laddove la capacità di quest’ultima dovesse essere incrementata al punto tale da ospitare anche progetti ambiziosi come questo, probabilmente i risultati di Ethereum, nel 2022, potrebbero ampiamente eccedere le previsioni del team di analisti di JP Morgan.

Il mondo delle Criptovalute è molto complesso, qui su Ethereum-news.it ci impegnamo per offrirti contenuti comprensibili e aggiornati così da aiutarti a capire ciò che accade nell'ecosistema ETH in maniera semplice ed efficace.

DELLA STESSA GATEGORIA

© 2021 Progetto Castero | Tutti i diritti riservati

Il 67% degli investitori perde i propri soldi, considera se puoi permetterti questo rischio