Mettiamo a confronto Ethereum e XRP, spiegandoti differenze e peculiarità di ciascun progetto.

All’interno del panorama delle criptovalute Ethereum e XRP si trovano a giocare ruoli discretamente diversi, per non dire proprio opposti. In questo approfondimento a cura di Ethereum News, andremo a valutare quali sono le principali differenze tra Ethereum e XRP, racchiudendole in 3 principali macro-categorie:

  • Funzionamento;
  • Applicazione;
  • Investimenti.

Sebbene le due criptovalute si trovino, di fatto, a rispondere ad esigenze diverse, svolgono entrambe servizi analoghi, occupandosi dell’utilizzo di protocolli digitali crittografati per la gestione del traffico dati richiesto dal Web 3.0.

Ci teniamo a precisarti che le analisi che ti proporremo si basano sui dati relativi alle due criptovalute. Lasceremo spazio alle opinioni sul confronto tra Ripple (XRP) e Ethereum (ETH) esclusivamente al paragrafo finale.

In questo modo ti andremo a proporre una panoramica quanto più completa e oggettiva possibile, in modo da lasciarti pienamente libero di compiere le tue scelte e orientarti verso l’una o l’altra soluzione.

Leggi anche la guida Comprare e Vendere Ethereum per capire come fare profitti da questa cripto.

Il funzionamento di Ethereum e XRP a confronto: le differenze

Come già anticipato, le due criptovalute si basano su principi completamente diversi.

Confronto Ethereum vs XRP Ripple

Il funzionamento di Ethereum, di cui abbiamo già ampiamente disucsso, si basa prevalentemente sulla gestione dei smart contract attraverso una delle più complete e avanzate blockchain 2.0.

Ciò non vale per Ripple, che, contrariamente a quanto affermano in molti, non si fonda sulla tecnologia blockchain. Le transazioni non sono, infatti, conservate sui nodi della blockchain quanto, piuttosto, su un sistema di registro distribuito (il DLT, distributed ledger).

Perché il DLT è diverso da una blockchain?

Il DLT altro non è che un libro mastro condiviso: ha in comune con la blockchain solo la struttura, motivo per cui spesso si tende ad equipararli, cadendo in errore. Diversamente dalla blockchain di altre criptovalute, infatti, il DLT di Ripple viene convalidato di volta in volta da validatori approvati dalla RippleLabs, la società che si occupa della gestione della rete.

Quindi, mentre il funzionamento di Ethereum è completamente decentralizzato, nel senso che i nodi della blockchain sono approvati dagli utenti che partecipano attivamente alla rete (tramite il mining di Ethereum o il nuovo modello di forging), XRP rappresenta una criptovaluta semi-decentralizzata.

La RippleLabs interviene direttamente nel 16% circa delle validazioni delle transazioni e la restante percentuale è gestita da utenti approvati dalla stessa RippleLabs.

Ethereum vs XRP: DeFi vs il banking del Web 3.0

Per questo motivo, mentre Ethereum rientra a tutti gli effetti tra i fenomeni della DeFi, la finanza decentralizzata, e obbedisce a pieno titolo al principio di base di tutte le criptovalute, Ripple volge lo sguardo alla finanza centralizzata e punta a mediare le esigenze di quest’ultima con i vantaggi tecnici delle criptovalute.

Mentre la rete Ethereum è strutturata in modo da essere completamente autosufficiente dalla necessità di presentare un’autorità centrale (il suo algoritmo di gestione si occupa di mantenere in moto la rete), Ripple sfugge a questo ragionamento.

La mediazione della RippleLabs è essenziale al funzionamento della rete Ripple e questo rende la criptovaluta particolarmente appetibile alle organizzazioni bancarie.

Come si vedrà discutendo delle applicazioni delle due criptovalute, infatti, appare chiaro che mentre Ethereum si propone come IL sistema economico di scambio e realizzazione degli smart contract, Ripple resta a tutti gli effetti un’azienda e XRP un prodotto disponibile sul mercato. Un protocollo che può essere liberamente adottato dalle aziende che si occupano del trasferimento di fondi senza che questo vada a modificarne radicalmente il processo di elaborazione delle stesse.

Infatti Ripple XRP conta al momento 36 validatori che si occupano della gestione del traffico su altrettanti nodi. Di questi, 6 sono eseguiti dalla RippleLabs. Vedremo in seguito perché questo è un vantaggio per gli enti bancari e, oltretutto, quali problemi questo causa per XRP dal punto di vista degli investimenti.

Applicazione di Ethereum e Ripple a confronto: le principali differenze

L’applicazione è l’aspetto in cui Ethereum e XRP differiscono maggiormente. Come ti abbiamo accennato, il tutto fa riferimento ai principi di funzionamento.

Ethereum è una piattaforma decentralizzata per la creazione e pubblicazione P2P di smart contracts. Questo significa che si pone come ecosistema completo: gli smart contracts vengono realizzati, verificati e pubblicati internamente alla rete Ethereum e il tutto gestito tramite lo scambio di token ETH che coprono sia il valore del contratto sia i costi della sua realizzazione.

In questo modo si va ad abbattere completamente il rischio di infiltrazioni connesse ad una cattiva gestione di una piattaforma centralizzata.

Dato che l’intero sistema si regge su una blockchain crittografata e completamente decentralizzata, i contratti non possono essere manomessi dopo la loro validazione internamente alla rete. Questo proietta Ethereum come uno degli strumenti centrali per la realizzazione in chiave Web 3.0 di:

  • Sistemi elettorali;
  • Transazioni e contratti bancari;
  • Spedizioni;
  • Accordi contrattuali.

Il tutto affidandosi ad una rete completamente decentralizzata. Le applicazioni di Ripple, invece, differiscono non poco. Diversamente da Ethereum, infatti, questa criptovaluta non costituisce un ecosistema a sé stante, completamente sicuro e decentralizzato.

Ripple è un mero strumento, e più precisamente uno strumento di mediazione per lo scambio di valuta. I nodi che costituiscono il DLT Ripple, infatti, non fanno altro che attestare l’avvenuto scambio, senza istituire uno smart contract interno ad una rete.

In questo modo gli scambi possono essere estremamente velocizzati (dai 3 ai 5 secondi) anche grazie al sistema di validatori che registrano l’avvenuto spostamento di XRP. Diversamente da Ethereum, dunque, Ripple non nasce come una criptovaluta bensì come semplice protocollo di scambio (il prototipo fu realizzato nel 2004 e poi più volte modificato fino all’avvenuta pubblicazione nel 2013).

Questo ha permesso agli istituti bancari di aderire al protocollo Ripple senza adottare direttamente la criptovaluta XRP (diversamente da Ethereum, ove la rete necessita dell’adozione di ETH).

Dunque, per quanto riguarda le applicazioni, Ripple si rivolge esclusivamente a:

  • Istituti bancari;
  • Società di trasferimento monetario.

Ethereum vs Ripple: la questione aperta dalla SEC

Proprio sul fatto che XRP non sia inesorabilmente legato al protocollo Ripple e che, diversamente da Ethereum, questo non costituisca un ecosistema indipendente ma un semplice strumento, si è andata a inserire la denuncia della SEC (U.S. Security and Exchange Commission) contro la Ripple Labs.

La SEC ha recriminato alla Ripple Labs, infatti, che il token XRP, non essendo necessario al funzionamento del Protocollo Ripple, non risultasse essere una commodity (ovvero una merce, un bene) quanto, piuttosto, un titolo a tutti gli effetti, sfruttato dalla società alla stregua delle securities finanziarie (cosa per cui Ripple Labs non è autorizzata).

Essendo l’adozione del protocollo Ripple slegata dalla necessità di far riferimento al token XRP, quest’ultimo perde parte del proprio valore di criptovaluta e potrebbe essere conseguentemente percepito come “titolo di partecipazione alla rete Ripple”, quest’ultima rappresentata in gran parte dalla Ripple Labs.

La causa probabilmente non vedrà fine prima della fine del 2021, con le due parti ancora interessate da un intenso scambio di colpi. Sebbene la legislazione in tema di criptovalute sia ancora totalmente inadatta a cogliere la complessità dell’universo blockchain, non vi è dubbio che la SEC abbia messo in evidenza un punto molto importante: se i token non hanno una palese utilità all’interno del funzionamento della rete di riferimento, sono o non sono asset finanziari?

La questione non si potrà mai porre, invece, con Ethereum per il semplice motivo che ETH è anche il carburante (il gas) per il funzionamento dell’ecosistema Ethereum.

Investimenti: Ethereum vs Ripple, il gigante e la formica

Dal punto di vista degli investimenti Ethereum e Ripple sono separati da un oceano. Proprio nelle oscillazioni delle loro quotazioni, infatti, si manifestano le piene differenze nel loro funzionamento e nella loro applicazione.

Da un lato vi è ETH, il token della rete Ethereum, che trae particolare giovamento dal fatto che la rete di riferimento continua a esprimere potenziale pressoché illimitato.

Dall’altro vi è XRP che, sul piano degli investimenti, manifesta la piena limitazione di essere il token di una rete semi-decentralizzata e fortemente limitata dal dover dipendere da un numero limitato di validatori (come ti abbiamo detto, 36 nodi, dei quali 6 direttamente eseguiti dalla Ripple Labs).

Ethereum vs XRP: Evoluzioni delle quotazioni di Ethereum e Ripple: le differenze

Nell’immagine puoi vedere le differenze tra l’evoluzione delle quotazioni di Ethereum (le candele) e Ripple (la linea arancione). In primis puoi notare come i ritmi di crescita di Ethereum siano molto più significativi e, allo stesso momento, cogliere una delle principali caratteristiche del titolo XRP: la tendenza a stabilirsi intorno ad un target price discretamente fisso.

Qui sotto una tabella che ti permetterà di visualizzare più chiaramente le differenze di ETH e XRP dal punto di vista degli investimenti:

Le differenze di ETH e XRP dal punto di vista degli investimenti

Investimenti: ETH vs XRP, pro e contro

Quindi, da un punto di vista degli investimenti, Ethereum si presenta come un asset adatto tanto ad operazioni veloci di speculazione sulle oscillazioni dei prezzi tramite derivati finanziari, quanto invece ad operazioni di più ampio respiro, su archi temporali maggiori.

Questo senza tener conto che potrai far riferimento anche a modalità di investimento alternative, come lo staking, reso possibile da numerosi exchange.

Ti abbiamo mostrato sopra un grafico semestrale dei prezzi di Ethereum e XRP a confronto. Ora, vogliamo proporti un’immagine sulle variazioni intraday di Ethereum, in modo da mostrarti precisamente perché questo asset si rende accessibile anche ad operazioni di speculazioni veloci:

Le variazioni intraday di Ethereum

Come puoi vedere, ETH presenta un trend dominante e una processione scalare. Questo significa che è possibile andare ad investire semplicemente strutturando lo studio dell’asset in modo da individuare di volta in volta i Supporti e Resistenze. Le quotazioni di ETH tendono a seguire questi livelli con una certa costanza.

Passiamo ora all’intraday su XRP:

Le variazioni intraday di XRP

Come puoi vedere, il processo di sviluppo delle quotazioni di Ripple (XRP) è completamente diverso: il titolo conquista nuove posizioni con picchi di volatilità imprevedibili, dopodiché si assesta immediatamente entro livelli determinati di prezzo.
Questi sono toccati più volte nel corso della giornata, permettendoti l’applicazione di strategie come lo Swing Trading, solitamente indicate ad asset più stabili delle criptovalute (lo Swing viene tipicamente applicato al Forex).

Benché tra il 2020 e il 2021 XRP abbia comunque visto un incredibile rialzo (+1127.81%), questo è stato connesso all’incredibile liquidità che l’halving Bitcoin ha portato sul mercato e non dai “fondamentali” della rete Ripple.

Precedentemente al 2020, infatti, XRP si era mantenuto su una quotazione media di 0.2$/0.15$ dal 2017 (effetto del secondo halving Bitcoin), e prima di allora, dal 2013 la criptovaluta era oscillata tra un valore di 0.03$ e 0.05$. Quindi?

Le conclusioni e le opinioni su Ethereum e XRP nel prossimo paragrafo.

Vantaggi e svantaggi di Ethereum vs XRP: le nostre opinioni

Quindi, Ethereum e XRP sono due asset diametralmente opposti dal punto di vista dell’applicazione e degli investimenti. Non è un caso se la community di traders su XRP non nutrono opinioni positive sulla Ripple Labs e sulla loro gestione della criptovaluta.

Da anni, infatti, Ripple Labs attua una strategia di svalutazione controllata del token XRP, simulando a tutti gli effetti l’andamento di una stablecoin. Questa operazione viene mantenuta costante nella probabile speranza che anche il token XRP possa risultare appetibile agli istituti bancari che si sono già muniti del protocollo Ripple.

Risultato?

Che a nostro modesto parere il token XRP sia tuttora completamente sotto-valutato e nella condizione di non poter variare il suo status. Probabilmente dopo la febbre delle criptovalute avutasi nel 2021, infatti, XRP si assesterà nuovamente su un fair value che oscillerà intorno a quota 0.6$.

Al contrario ETH, come attestato dagli studi analitici pubblicati da JP Morgan su Ethereum, continuerà ad esprimere il suo pieno potenziale e a crescere le proprie quotazioni.

Questo non vuol dire che ETH conviene più di XRP sotto il punto di vista degli investimenti.

Entrambi gli asset sono estremamente promettenti e interessanti, ma mentre ETH si presta a diverse tipologie di investimento, su XRP si può quasi esclusivamente speculare.

 

I vantaggi e svantaggi di Ethereum

I vantaggi e svantaggi di XRP

Leggi anche la guida: Ethereum Consigli, per capire come muoverti per investire su questa cripto

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