Quando si parla di Bitcoin ed Ethereum, ci si sofferma spesso sui costi di transazione, o commissioni di transazione (dette anche transaction fee).

Ma che cosa sono? Perché esistono le commissioni di transazione? Chi deve pagarle? E come possiamo investire su Bitcoin e Ethereum senza commissioni?

Il tema è, in verità, piuttosto complesso. Nelle prossime righe cercheremo di riassumerlo in maniera sintetica, provando a illustrare in modo chiaro e diretto come funziona e quali sono le ripercussioni sulle tue attività da trader.

Intanto, ecco la risposta della differenza di transaction fee tra Bitcoin ed Ethereum:

  • La transaction fee di Bitcoin è al livello attuale di 4,190$, in aumento da 1,100$ di circa un anno fa (+280,9%).
  • La transaction fee di Ethereum è ad un livello attuale di 6,256$, in aumento da 0,7989$ di circa un anno fa (+683,1% ).

Cosa sono le commissioni di transazione di Bitcoin ed Ethereum

Iniziamo subito con il sottolineare che le commissioni di transazione hanno due finalità principali: La prima è che il mining su Ethereum e Bitcoin a opera dei miner che estraggono nuovi blocchi della blockchain viene ricompensato, la seconda è relativa alla necessità di proteggere la rete da ogni attacco esterno.

La commissioni di transazione non hanno un valore predeterminato, essendo suscettibili a variazioni dipendenti dalle attività compiute sulla rete e dalle forze che agiscono sul network.

In estrema sintesi, transaction fees più alte potrebbero ostacolare la crescita dell’adozione della blockchain, mentre commissioni di transazione più basse potrebbero condurre a diversi problemi di sicurezza.

Come trovare allora la giusta via di mezzo?

Costi di transazione: Bitcoin e Ethereum transaction fee

A cosa servono le commissioni di transazione

Nelle scorse righe, abbiamo brevemente introdotto che cosa siano le commissioni di transazione e a che cosa servano.

Vogliamo tuttavia concentrarci con maggiore incisività su questo tema, al fine di comprendere per quali motivi le transaction fees siano così rilevanti e fondamentali per la sostenibilità dell’intero progetto criptovalutario.

Ebbene, la maggior parte delle criptovalute utilizza le commissioni di transazione perché la loro presenza è una garanzia contro la presenza di spam sulla rete, rendendo gli attacchi dei malintenzionati più costosi e più difficili da implementare.

Inoltre, queste commissioni possono facilmente tradursi in un incentivo per gli utenti, che possono verificare e convalidare le transazioni ottenendo tali commissioni come ricompensa per aver contribuito attivamente ad alimentare il funzionamento della rete.

Ora, si tenga conto che nella maggior parte delle blockchain le commissioni di transazione sono comunque sufficientemente economiche da poter essere affrontate senza squilibri, ma possono comunque diventare più salate a seconda del traffico sulla rete.

Di fatti, se la blockchain è particolarmente intasata, per poter dare priorità alla tua operazione ed essere aggiunta sul blocco successivo, dovrai pagare una tariffa che non potrà che essere crescente.

Maggiori sono le commissioni pagate e più veloce sarà il processo di conferma. Di contro, se non c’è molto traffico sulla rete le commissioni possono essere mantenute su livelli evidentemente più contenuti.

Commissioni di transazione Bitcoin

Ora che abbiamo le idee un po’ più chiare su cosa siano le commissioni di transazione, possiamo domandarci come funzionano le commissioni su Bitcoin e Ethereum. Vedremo poi a quanto ammontano, e come puoi evitare di pagarle.

Per far ciò possiamo certamente rammentare come Bitcoin sia stato il primo progetto a creare in modo così organico e strutturato il sistema delle commissioni di transazione, e che già nel suo dossier, Nakamoto fece riferimento al fatto che le transiction fees avrebbero potuto proteggere la rete dallo spam su larga scala, incentivando invece i comportamenti virtuosi da parte degli utenti.

Nella rete Bitcoin i miner ricevono delle commissioni di transazione come premio per aver contribuito al regolare processo di conferma delle transazioni in un nuovo blocco. Considerato ciò, è evidente che i miner preferiranno convalidare le operazioni con le più alte commissioni, trascurando dunque quelle a più basso premio.

Dunque, potenzialmente, nella rete è pur possibile inviare BTC con zero commissioni ma, probabilmente, i miner ignoreranno queste operazioni perché non le riterranno convenienti. Le transazioni potrebbero pertanto essere convalidate, ma con tempi più lunghi.

Per quanto concerne invece il modo con cui le commissioni di transazione vengono calcolate, ricordiamo che queste non dipendono dall’importo inviato, bensì dalla dimensione della transazione in byte.

Dunque, a impattare sulle commissioni non sono certamente gli importi che viaggiano sulla blockchain, bensì il numero delle operazioni. Più è elevato quest’ultimo, e maggiori saranno anche gli oneri necessari per far convalidare le transazioni.

Commissioni di transazione Ethereum

Un discorso diverso riguarda invece le commissioni di rete su Ethereum, il cui funzionamento è dissimile a quello di Bitcoin, considerato che in questo caso i costi tengono conto della quantità di potenza di calcolo che è necessaria per l’elaborazione di una transazione, nota come gas.

Il gas ha a sua volta un prezzo variabile, misurato in ETH, ether, il token nativo di Ethereum.

Sebbene il gas necessario per una transazione possa rimanere invariato in termini di quantità, è il prezzo a subire delle variazioni.

E, anche in questo caso, giova sottolineare come il prezzo del gas sia correlato al traffico di rete: i miner preferiranno naturalmente dare priorità alle transazioni con un prezzo del gas più alto, perché lo troveranno più conveniente.

Commissioni di transazione, è possibile evitarle con i broker CFD

In questa guida abbiamo brevemente visto come le commissioni di transazione siano una parte integrante dell’ecosistema criptovalutario e delle reti blockchain.

Fanno infatti parte di quella gamma di incentivi che vengono offerti agli utenti che mantengono attiva la rete, e servono a fungere come barriera contro lo spam di larga scala.

Tuttavia, il fatto che le criptovalute siano sempre più utilizzate, e che il traffico sulle rispettive reti continui a crescere, ha determinato un incremento delle commissioni e la difficoltà a rendere scalabili i progetti.

Ne è conseguito il fatto che moltissimi progetti sono oggi in fase di ridiscussione (Ethereum è tra questi), e che nel prossimo futuro sarà lecito immaginare la disponibilità di vere innovazioni tecniche nelle modalità di funzionamento delle blockchain.

Introdotto quanto sopra, c’è però una buona notizia che vogliamo condividere con te: è possibile virare le commissioni di transazione, e in generale tutte le commissioni di transito, attraverso l’uso dei broker CFD. Ma come mai?

La risposta è molto semplice!

Con i broker CFD non c’è alcuna effettiva compravendita di criptovalute e, dunque, non vi è alcuna necessità di registrare le transazioni sulla blockchain.

Tutto quello che avviene con i broker CFD è invece l’apertura e la chiusura di posizioni derivate, il cui valore è legato al valore delle criptovalute a cui fanno riferimento, ma senza che ciò determini lo scambio effettivo delle unità criptovalutarie.

Naturalmente, i più esperti tra i nostri lettori potranno ben obiettare che alcuni broker permettono la reale compravendita delle criptovalute (come eToro) ma, generalmente, con i broker online le operazioni si limitano prevalentemente a quelle in contratti per differenza, permettendoti così di approfittare dei rialzi o dei ribassi di mercato senza dover necessariamente acquistare la criptovaluta a cui si riferiscono.

Una buona notizia che ti permetterà di fare trading sulle criptovalute senza alcuna commissione di transazione!

Il mondo delle Criptovalute è molto complesso, qui su Ethereum-news.it ci impegnamo per offrirti contenuti comprensibili e aggiornati così da aiutarti a capire ciò che accade nell'ecosistema ETH in maniera semplice ed efficace.

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